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Mandato di Cattura: Cosa Fare Subito | Avv. Romano Roma
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Il 'mandato di cattura' nel linguaggio comune è l'ordinanza applicativa della misura cautelare custodiale (art. 285 c.p.p. — custodia in carcere, o art. 284 — arresti domiciliari). Viene emessa dal GIP su richiesta del PM quando sussistono: gravi indizi di colpevolezza (art. 273); esigenze cautelari (art. 274 — pericolo di fuga, inquinamento prove,... Per assistenza: +39 335 669 3954 (h24).
Ricevere un mandato di cattura (tecnicamente: ordinanza di custodia cautelare, art. 291 c.p.p.) è una delle esperienze più devastanti. L'ordinanza viene eseguita dalla polizia giudiziaria e porta alla detenzione immediata. Il rimedio principale è il ricorso al Tribunale del Riesame entro 10 giorni. L'Avv. Romano interviene nelle prime ore per predisporre il ricorso.
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Questa guida risponde alle domande più urgenti su Mandato di Cattura. Per assistenza immediata: +39 335 669 3954 (h24).
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Quadro normativo e analisi aggiornata
L'Avv. Massimo Romano — Ordine Avvocati Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015 — segue costantemente l'evoluzione della giurisprudenza in questo settore e garantisce una difesa sempre aggiornata alle più recenti pronunce della Corte di Cassazione.
Come lavora lo Studio Romano in questo tipo di procedimento
Azione 1Contatto e analisi immediata: risposta h24, analisi della situazione in pochi minuti, identificazione dei termini urgenti da rispettare.
Azione 2Studio del fascicolo: analisi approfondita di tutti gli atti disponibili, identificazione delle vulnerabilità dell'accusa.
Azione 3Indagini difensive: raccolta di prove a favore, audizione di testimoni, nomina di consulenti tecnici.
Azione 4Memorie al PM o al Giudice: presentazione di argomenti giuridici e prove a discarico nei termini corretti.
Azione 5Scelta del rito e strategia processuale: valutazione di ogni opzione per il caso specifico.
Azione 6Impugnazioni: appello e ricorso in Cassazione diretto (Albo Speciale CNF).
Risposte immediate alle domande più urgenti
💬 Domanda frequente dei nostri clienti
Cosa è esattamente un mandato di cattura?
Il 'mandato di cattura' nel linguaggio comune è l'ordinanza applicativa della misura cautelare custodiale (art. 285 c.p.p. — custodia in carcere, o art. 284 — arresti domiciliari). Viene emessa dal GIP su richiesta del PM quando sussistono: gravi indizi di colpevolezza (art. 273); esigenze cautelari (art. 274 — pericolo di fuga, inquinamento prove, reiterazione); proporzionalità tra misura e fatto.
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Entro quanto tempo si può impugnare il mandato di cattura?
Entro 10 giorni dalla notifica dell'ordinanza (art. 309 co. 1 c.p.p.). Il Tribunale del Riesame decide entro 10 giorni dalla ricezione degli atti. Se non decide entro questi termini, l'ordinanza perde efficacia. Questi termini sono assolutamente perentori.
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Il Tribunale del Riesame può liberare immediatamente?
Sì. Il Tribunale del Riesame può annullare l'ordinanza cautelare o sostituire la custodia in carcere con misure meno gravi (arresti domiciliari, obbligo di firma). In caso di annullamento, la liberazione è immediata — anche a notte fonda.
Prima valutazione gratuita h24: +39 335 669 3954. Anche sabato, domenica e festivi. L'Avv. Romano analizza personalmente ogni caso senza impegno.
❓ Domande frequenti — risposte dirette
Il 'mandato di cattura' nel linguaggio comune è l'ordinanza applicativa della misura cautelare custodiale (art. 285 c.p.p. — custodia in carcere, o art. 284 — arresti domiciliari). Viene emessa dal GIP su richiesta del PM quando sussistono: gravi indizi di colpevolezza (art. 273); esigenze cautelari (art. 274 — pericolo di fuga, inquinamento prove, reiterazione); proporzionalità tra misura e fatto.
Entro 10 giorni dalla notifica dell'ordinanza (art. 309 co. 1 c.p.p.). Il Tribunale del Riesame decide entro 10 giorni dalla ricezione degli atti. Se non decide entro questi termini, l'ordinanza perde efficacia. Questi termini sono assolutamente perentori.
Sì. Il Tribunale del Riesame può annullare l'ordinanza cautelare o sostituire la custodia in carcere con misure meno gravi (arresti domiciliari, obbligo di firma). In caso di annullamento, la liberazione è immediata — anche a notte fonda.
Il ricorso al Riesame contesta: l'insufficienza dei gravi indizi (la prova non è solida); la mancanza o la cessazione delle esigenze cautelari (nessun pericolo di fuga, nessun rischio di inquinamento); la sproporzionalità della misura (gli arresti domiciliari sarebbero sufficienti). Con documentazione su domicilio, lavoro, famiglia.
Sì. Contro la decisione del Tribunale del Riesame è ammesso il ricorso per Cassazione per motivi di diritto (art. 311 c.p.p.). L'Avv. Romano, patrocinante in Cassazione dall'Albo Speciale CNF, può presentarlo direttamente.