Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista
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Stalking Art. 612-bis c.p.: Difesa e Tutela | Avv. Romano

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Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 | Patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015
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Risposta diretta: Almeno due condotte reiterate. La Cassazione ha tuttavia precisato che anche solo due episodi di particolare intensità possono integrare il reato purché producano causalmente lo stato d'ansia o il timore nella vittima. Non esiste un numero minimo fisso stabilito dalla legge... Per assistenza h24: +39 335 669 3954.


In materia di Stalking Art. 612-bis c.p.: Difesa e Tutela | Avv. Romano, è fondamentale conoscere i propri diritti e affidarsi a un penalista specializzato fin dalla prima fase del procedimento. Lo stalking (art. 612-bis c.p., "Atti persecutori") è uno dei reati più denunciati in Italia, con oltre 20.000 procedimenti aperti ogni anno. Può costare fino a 6 anni di reclusione nella forma aggravata. Sia le vittime che i soggetti accusati ingiustamente hanno bisogno di assistenza legale specializzata fin dal primo momento. L'Avv. Massimo Romano assiste a Roma sia le vittime nel percorso di denuncia che gli imputati nella costruzione di una difesa solida.

📌 Risposta diretta
Risposta diretta: Almeno due condotte reiterate. La Cassazione ha tuttavia precisato che anche solo due episodi di particolare intensità possono integrare il reato purché producano causalmente lo stato d'ansia o il timore nella vittima. Non esiste un numero minimo fisso stabilito

Cosa fare in caso di accusa per atti persecutori (stalking) o maltrattamenti?

Se sei accusato di atti persecutori (stalking) o maltrattamenti la prima cosa da fare è contattare immediatamente un avvocato penalista esperto. Lo Studio Legale dell'Avv. Massimo Romano, Penalista Cassazionista iscritto all'Ordine di Napoli n. 14553, offre assistenza h24 al +39 335 669 3954. Non rendere dichiarazioni alla polizia o al PM senza l'assistenza del tuo difensore: il diritto al silenzio (art. 64 c.p.p.) è una garanzia costituzionale fondamentale.

Art. 612-bis c.p.: testo, elementi costitutivi e requisiti

L'art. 612-bis c.p. — introdotto dalla Legge 11 agosto 2009, n. 38 (cd. "Legge sullo stalking") e successivamente modificato dalla Legge 69/2019 (Codice Rosso) — punisce chiunque, con condotte reiterate, minacci o molesti taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.

Gli elementi costitutivi del reato sono tre e devono essere tutti presenti:

⚠ Attenzione

La condotta deve essere reiterata: un singolo messaggio o telefonata, per quanto fastidiosa, non integra lo stalking. La difesa spesso si concentra proprio sulla mancanza di reiterazione o sull'assenza del nesso causale con lo stato ansioso della vittima.

Tabella 1 — Pene per stalking secondo la fattispecieFattispeciePenaRiferimento normativoStalking base (art. 612-bis co. 1 c.p.)Da 1 a 6 anni e 6 mesiL. 38/2009 mod. L. 69/2019Con aggravante dell'ex partner (co. 2)Aumento fino a metàArt. 612-bis co. 2 c.p.Con armi o travestimento (co. 2)Aumento fino a metàArt. 612-bis co. 2 c.p.Ai danni di un minore o persona disabile (co. 2)Aumento fino a metàArt. 612-bis co. 2 c.p.Se il fatto è connesso a violenza sessuale (co. 3)Aumento da un terzo alla metàArt. 612-bis co. 3 c.p.

La pena base è stata innalzata dalla Legge 69/2019 (Codice Rosso) che ha portato il massimo da 5 a 6 anni e 6 mesi. L'aggravante per ex partner (co. 2) si applica quando il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla vittima.

Tabella 2 — Differenze tra reati connessi alla persecuzioneReatoNormaElemento distintivoPena maxStalkingArt. 612-bis c.p.Reiterazione + evento psicologico6 anni e 6 mesiMolestieArt. 660 c.p.Singola condotta molesta6 mesiMinacceArt. 612 c.p.Singola minaccia di danno ingiusto4 anni (gravi)Violenza privataArt. 610 c.p.Costrizione a fare/omettere4 anniAtti persecutori aggravatiArt. 612-bis co. 2 c.p.Ex partner o soggetto vulnerabilePena aumentata fino a metà

  • Step 1. La vittima presenta querela presso la Polizia, i Carabinieri o la Procura della Repubblica. La querela può anche essere orale (verbalizzata). Deve descrivere tutti gli episodi con date, modalità e prove (screenshot, registrazioni, testimoni).
  • Step 2. Il PM iscrive il procedimento e può richiedere al GIP misure cautelari urgenti: divieto di avvicinamento (art. 282-ter c.p.p.), allontanamento dalla casa familiare (art. 282-bis c.p.p.) o arresti domiciliari.
  • Step 3. La Polizia giudiziaria svolge le indagini: acquisisce tabulati telefonici, dati dei social, messaggi, registrazioni e testimonianze.
  • Step 4. Il PM chiede il rinvio a giudizio o, se le prove sono insufficienti, l'archiviazione. La vittima (parte offesa) può opporsi all'archiviazione.
  • Step 5. Il dibattimento si svolge davanti al Tribunale monocratico. Il giudice può concedere la sospensione con messa alla prova o applicare pena su richiesta (patteggiamento).
  • Step 6. In caso di condanna, il giudice può applicare misure accessorie: il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima e il divieto di comunicare con lei.
  • Contestazione degli elementi costitutivi

    La difesa verifica se le condotte sono effettivamente reiterate, se l'evento psicologico (stato d'ansia) è documentato da certificazioni mediche o psicologiche, e se esiste un nesso causale dimostrato tra le condotte dell'imputato e lo stato della vittima. La mancanza di prove dell'evento psicologico è spesso il punto debole dell'accusa.

    Valutazione della personalità della vittima

    La Cassazione ha ammesso la perizia psicologica sulla vittima di stalking per valutare la credibilità della testimonianza e la reale intensità dello stato ansioso. La difesa può richiedere questa perizia quando vi sono elementi per dubitare dell'attendibilità della persona offesa.

    🛡 Intervento urgente

    L'Avv. Romano affianca i propri assistiti fin dalla notifica della misura cautelare, garantendo presenza all'udienza di convalida entro 24 ore. Chiamare h24 al +39 335 669 3954.

  • Ammonimento del Questore (art. 8 L. 38/2009): la vittima può chiedere al Questore di ammonire il persecutore anche prima di sporgere querela. L'ammonimento è misura preventiva e, in caso di reiterazione dopo l'ammonimento, la procedibilità diventa d'ufficio e le pene aumentano.
  • Divieto di avvicinamento (art. 282-ter c.p.p.): il GIP può vietare all'indagato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima e di comunicare con lei con qualsiasi mezzo.
  • Braccialetto elettronico: può essere applicato insieme al divieto di avvicinamento per garantirne il rispetto tecnico.
  • Ordine di protezione civile (art. 342-bis c.c.): il Tribunale civile può emettere ordini di protezione in attesa del procedimento penale.
  • Cass. pen. Sez. V n. 18999/2023
    La reiterazione richiesta dall'art. 612-bis c.p. può essere integrata anche da sole due condotte se di particolare intensità lesiva. Non è necessaria una molteplicità elevata di episodi purché ciascuno contribuisca causalmente alla produzione dell'evento psicologico nella vittima.

    Cass. pen. Sez. V n. 43788/2022
    Lo stato d'ansia o di paura richiesto dalla norma deve essere perdurante e grave ma non deve necessariamente essere accertato mediante perizia psicologica: può desumersi dalla deposizione della vittima, dalle testimonianze e dai certificati medici prodotti.

    Cass. pen. Sez. Un. n. 10959/2021
    In tema di stalking, il tentativo è configurabile quando l'agente pone in essere almeno una condotta idonea a produrre uno degli eventi tipici, anche se l'evento non si verifica per circostanze indipendenti dalla volontà dell'agente.

    Cass. pen. Sez. V n. 15798/2020
    L'aggravante dell'ex partner si applica anche quando la relazione affettiva si è esaurita da tempo, purché le condotte siano causalmente legate alla precedente relazione. Non è necessario che le parti siano state conviventi.

    Per assistenza immediata in caso di stalking — sia come vittima che come imputato — contattate l'Avv. Massimo Romano al +39 335 669 3954, disponibile h24 anche nei weekend.

    Domande correlate su atti persecutori (stalking) o maltrattamenti

    Cosa succede se vengo accusato di atti persecutori (stalking) o maltrattamenti e non ho un avvocato? Secondo l'art. 97 c.p.p., il Tribunale di Roma o il giudice competente nomina un difensore d'ufficio, ma questo non equivale a una difesa di qualità: il difensore d'ufficio gestisce centinaia di casi contemporaneamente e non può dedicare lo stesso tempo di un difensore di fiducia.

    Come si impugna una sentenza di condanna per atti persecutori (stalking) o maltrattamenti? L'appello va proposto entro 15 giorni dalla lettura del dispositivo o 30 giorni dal deposito della motivazione (art. 585 c.p.p.). La Corte di Cassazione può essere adita per soli motivi di diritto entro 30 giorni dalla notifica della sentenza di appello. L'Avv. Romano, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015, assiste i clienti anche in questa fase.

    Quando si può chiedere la sospensione della pena per atti persecutori (stalking) o maltrattamenti? La sospensione condizionale (art. 163 c.p.) si applica automaticamente per pene fino a 2 anni, su discrezionale giudiziale per pene fino a 2 anni e 6 mesi per soggetti in difficoltà. Il Codice Penale prevede condizioni specifiche che il difensore deve argomentare tecnicamente davanti al Tribunale di Sorveglianza.

    Si può evitare la prigione in caso di condanna per atti persecutori (stalking) o maltrattamenti? Sì: l'art. 47 dell'Ordinamento Penitenziario (D.Lgs. 274/2000) prevede misure alternative alla detenzione — affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà — per pene fino a 4 anni. L'accesso dipende dalla condotta e dalla pena residua. Lo studio dell'Avv. Romano assiste i clienti anche nelle procedure davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma.

    Domande Frequenti

    Almeno due condotte reiterate. La Cassazione ha tuttavia precisato che anche solo due episodi di particolare intensità possono integrare il reato purché producano causalmente lo stato d'ansia o il timore nella vittima. Non esiste un numero minimo fisso stabilito dalla legge.

    Nella forma base sì, con termine di 6 mesi. Diventa procedibile d'ufficio se la vittima è un minore, una persona disabile, se il fatto è commesso da un soggetto ammonito dal Questore, o se connesso a violenza domestica. Il Codice Rosso (L. 69/2019) ha rafforzato la tutela d'ufficio.

    Contattare immediatamente un avvocato penalista prima di qualsiasi dichiarazione. Non contattare la persona offesa. Non cancellare messaggi o prove digitali. L'Avv. Romano analizza le prove e costruisce la strategia difensiva h24: +39 335 669 3954.

    Sì. Il difensore può chiedere al Tribunale del Riesame di revocare o attenuare il divieto di avvicinamento entro 10 giorni dalla notifica. I motivi possono essere: mancanza dei gravi indizi, mancanza delle esigenze cautelari, sproporzione della misura rispetto al fatto.

    Sì, la querela è remittibile purché il reato non sia divenuto procedibile d'ufficio. La remissione produce l'estinzione del reato. Tuttavia se l'imputato è stato ammonito dal Questore, la remissione non ha effetto sulla procedibilità d'ufficio che scatta dopo l'ammonimento.

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