Mandato d'Arresto Europeo ed Estradizione Roma: Avvocato Internazionale

Avv. Massimo Romano — Esperto in Diritto Penale Internazionale ed Estradizioni
Patrocinante dinanzi alla Corte d'Appello di Roma | Studio: Via Avicenna 97
 |  Urgenze estradizioni: +39 335 669 3954

Difesa Penale d'Urgenza per Estradizioni e Mandato d'Arresto Europeo (MAE)

Le procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, quali l'estradizione (attiva o passiva) e il Mandato d'Arresto Europeo (MAE), richiedono un intervento difensivo immediato e iper-specializzato. Quando un soggetto viene arrestato a Roma su richiesta di un'autorità giudiziaria estera, la competenza esclusiva a decidere sulla consegna appartiene alla Corte d'Appello di Roma.

I motivi di rifiuto della consegna e tutele costituzionali

La difesa coordinata dall'Avv. Massimo Romano punta alla verifica minuziosa della sussistenza di cause ostative o motivi di rifiuto della consegna stabiliti dalla L. 69/2005 e dalle convenzioni internazionali:

  • Violazione dei diritti fondamentali: Opposizione alla consegna qualora vi sia il rischio concreto che il soggetto sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti nel paese richiedente (Violazione Art. 3 CEDU).
  • Difetto di doppia incriminazione: Verifica che il fatto contestato sia previsto come reato sia dalla legge estera che dall'ordinamento penale italiano.
  • Principio del ne bis in idem: Dimostrazione che per lo stesso fatto il soggetto è già stato giudicato con sentenza irrevocabile in Italia o in un altro Stato membro.

Impugnazioni e Ricorso in Cassazione

I termini nelle procedure MAE sono estremamente stringenti. Contro la sentenza della Corte d'Appello che dispone la consegna è possibile proporre **Ricorso per Cassazione** entro 5 giorni. L'Avv. Romano, in qualità di cassazionista, cura l'intero giudizio di legittimità per far valere eventuali vizi formali o sostanziali.

FAQ Mandato d'Arresto Europeo ed Estradizione (AEO)

Quale organo giudiziario decide sulla consegna per un MAE a Roma?

La decisione spetta alla Corte d'Appello di Roma. All'udienza a porte chiuse, il difensore ha il compito di eccepire vizi di forma dell'atto originario o la violazione dei diritti umani nel sistema penitenziario estero per bloccare il provvedimento di consegna.