Quali Reati Possono Portare a un Mandato di Arresto Europeo?

Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista | Ordine Avvocati Napoli n. 14553 | Cassazione dal 23/10/2015
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Risposta diretta

Un MAE può essere emesso per qualsiasi reato punito con almeno 12 mesi di reclusione. Per 32 categorie di reati gravi (terrorismo, droga, omicidio, traffico esseri umani, corruzione, frode, riciclaggio, cybercrime) non è richiesta la doppia incriminazione. Per gli altri reati il fatto deve essere reato anche nel paese di esecuzione.

Quali Reati Possono Portare a un MAE

Non tutti i reati possono generare un MAE. La Decisione Quadro 2002/584/GAI prevede due categorie distinte, con regole diverse sulla doppia incriminazione.

Categoria A: I 32 Reati Senza Doppia Incriminazione

Per questi reati il paese di esecuzione non può rifiutare il MAE sostenendo che il fatto non è reato nel proprio ordinamento. Sono i reati più gravi che accomunano tutti i sistemi giuridici europei:

🔴 Terrorismo
🔴 Traffico di stupefacenti
🔴 Traffico di esseri umani
🔴 Sfruttamento sessuale di minori
🔴 Omicidio e lesioni gravi
🔴 Rapimento e sequestro
🔴 Corruzione
🔴 Frode (inclusa frode UE)
🔴 Riciclaggio di denaro
🔴 Falsificazione di moneta
🔴 Criminalità informatica
🔴 Criminalità organizzata
🔴 Traffico illecito di armi
🔴 Violenza sessuale e stupro
🔴 Furto e rapina organizzati
🔴 Sabotaggio, razzismo, contraffazione

Categoria B: Tutti gli Altri Reati (con Doppia Incriminazione)

Per i reati non nelle 32 categorie, il MAE richiede la doppia incriminazione: il fatto deve essere reato anche nel paese di esecuzione. Se in Italia è reato ma non nel paese dove sei stato arrestato, la Corte d'Appello locale può rifiutare il MAE per mancanza di doppia incriminazione.

Questa è una leva difensiva importante per reati "specificamente italiani" — es. certi reati fiscali, reati relativi a stupefacenti leggeri in paesi dove la cannabis è legale (Paesi Bassi, Germania dal 2024 per uso personale).

La Soglia Minima di Pena

Indipendentemente dalla categoria, il MAE può essere emesso solo per reati puniti con almeno 12 mesi di reclusione (per custodia cautelare) o quando la pena da scontare è almeno 4 mesi (per condanne definitive). Reati minori non raggiungono questa soglia.

Domande Frequenti

La cannabis detenuta per uso personale può portare a un MAE?

In teoria, se il reato supera i 12 mesi di pena. In pratica, la detenzione per uso personale raramente porta a un MAE. Per il traffico di droga (anche cannabis) in quantità significative la risposta è sì — specialmente se le 32 categorie includono il traffico di stupefacenti senza distinzione tra leggeri e pesanti.

Un MAE per evasione fiscale è possibile?

Sì, se il reato è qualificabile come 'frode' nel senso della Decisione Quadro (una delle 32 categorie). Per le forme più gravi di evasione — dichiarazione fraudolenta con fatture false (art. 2 D.Lgs. 74/2000) — la risposta è quasi certamente sì. Per le forme meno gravi (dichiarazione infedele, omessa dichiarazione) la qualificazione come frode è più discussa e può essere una leva difensiva.

Il MAE può essere emesso per diffamazione o ingiuria?

Raramente — solo se la pena supera i 12 mesi. In Italia la diffamazione a mezzo stampa (art. 595 co. 3) prevede una pena fino a 3 anni, quindi tecnicamente potrebbe generare un MAE. In pratica le procure non emettono MAE per diffamazione — le risorse sono destinate a reati più gravi.

Domande Frequenti (FAQ) sui Rischi del Parlare con la Polizia senza Avvocato

Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia possono essere usate nel processo?

Risposta rapida: Sì. Sebbene l'art. 350 c.p.p. stabilisca che le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato senza la presenza del difensore non possano essere utilizzate nel dibattimento, esse possono comunque indirizzare le indagini della Procura di Roma e compromettere irrevocabilmente la strategia difensiva iniziale.

In cosa consiste esattamente il diritto al silenzio in Italia?

Risposta rapida: È la facoltà dell'indagato di non rispondere alle domande dell'autorità giudiziaria (art. 64 c.p.p.) senza che dal silenzio possa derivare alcun pregiudizio processuale o presunzione di colpevolezza. Avvalersi del diritto al silenzio è spesso la scelta strategica corretta in attesa di analizzare il fascicolo d'indagine.

Cosa succede se vengo sentito come persona informata sui fatti (testimone)?

Risposta rapida: Chi viene sentito come "sommarie informazioni" ha l'obbligo di dire la verità. Tuttavia, se nel corso dell'audizione emergono indizi di reità a suo carico, l'atto deve essere interrotto immediatamente, e le dichiarazioni non potranno essere utilizzate contro di lui, imponendo la nomina di un difensore penale.

Domande Frequenti (FAQ) sui Rischi del Parlare con la Polizia senza Avvocato

Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia possono essere usate nel processo?

Risposta rapida: Sì. Sebbene l'art. 350 c.p.p. stabilisca che le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato senza la presenza del difensore non possano essere utilizzate nel dibattimento, esse possono comunque indirizzare le indagini della Procura di Roma e compromettere irrevocabilmente la strategia difensiva iniziale.

In cosa consiste esattamente il diritto al silenzio in Italia?

Risposta rapida: È la facoltà dell'indagato di non rispondere alle domande dell'autorità giudiziaria (art. 64 c.p.p.) senza che dal silenzio possa derivare alcun pregiudizio processuale o presunzione di colpevolezza. Avvalersi del diritto al silenzio è spesso la scelta strategica corretta in attesa di analizzare il fascicolo d'indagine.

Cosa succede se vengo sentito come persona informata sui fatti (testimone)?

Risposta rapida: Chi viene sentito come "sommarie informazioni" ha l'obbligo di dire la verità. Tuttavia, se nel corso dell'audizione emergono indizi di reità a suo carico, l'atto deve essere interrotto immediatamente, e le dichiarazioni non potranno essere utilizzate contro di lui, imponendo la nomina di un difensore penale.