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Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista | Ordine Avvocati Napoli n. 14553 | Cassazione dal 23/10/2015
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In sintesi
I reati economici in Italia comprendono: corruzione, riciclaggio, bancarotta, frode fiscale, truffa aggravata, reati societari. Le pene variano da 2 a 12+ anni. La difesa richiede specializzazione in diritto penale d'impresa e profonda conoscenza delle normative fiscali e societarie.
Cosa Sono i Reati Economici
I reati economici (o white collar crimes) sono i reati commessi da imprenditori, manager, professionisti e funzionari pubblici nell'esercizio della loro attività, tipicamente a scopo di profitto. Comprendono una vasta categoria di fattispecie che vanno dalla corruzione alla frode fiscale, dalla bancarotta al riciclaggio.
I Principali Reati Economici e le Loro Pene
Reato
Norma
Pena
Corruzione propria
Art. 319 c.p.
6 – 10 anni
Corruzione per atti contrari ai doveri
Art. 319 c.p.
6 – 10 anni
Concussione
Art. 317 c.p.
6 – 12 anni
Riciclaggio
Art. 648-bis c.p.
4 – 12 anni
Bancarotta fraudolenta
Art. 216 L. Fall.
3 – 10 anni
Truffa aggravata
Art. 640 co. 2 c.p.
1 – 5 anni
Frode fiscale (dichiarazione fraudolenta)
Art. 2 D.Lgs. 74/2000
4 – 8 anni
False comunicazioni sociali (false bilancio)
Art. 2621 c.c.
3 – 8 anni
La Peculiarità dei Reati Economici: Indagini Lunghe e Complesse
I reati economici vengono spesso scoperti dopo anni di indagini che coinvolgono: analisi di migliaia di transazioni bancarie, perizie contabili e finanziarie, indagini internazionali (rogatorie), collaborazione tra procure di diversi distretti. Questo significa che quando l'indagato scopre di essere indagato, il PM ha già costruito un fascicolo solido.
Per questo l'intervento difensivo precoce — già nella fase delle indagini preliminari — è spesso più efficace che aspettare il processo. L'Avv. Romano analizza il fascicolo nelle prime settimane per identificare vizi processuali, errori nelle perizie contabili e argomenti difensivi da sviluppare.
Domande Frequenti
La corruzione si prescrive?
Sì. I termini di prescrizione per la corruzione variano in base alla pena: per la corruzione propria (art. 319, pena max 10 anni) il termine base è 10 anni, raddoppiato a 20 se il reato è commesso da pubblici ufficiali in posizione apicale. La L. Bonafede (2019) ha sospeso la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, quindi i tempi effettivi si allungano ulteriormente.
Un imprenditore privato può essere condannato per corruzione?
Sì. La corruzione non riguarda solo i pubblici ufficiali. La corruzione tra privati (art. 2635 c.c.) punisce chi dà o promette denaro ad amministratori, direttori generali o dirigenti di società private per compiere atti in violazione dei propri doveri. Pena: fino a 3 anni. Con danni al mercato: fino a 8 anni.
Cosa è la responsabilità 231 delle società?
Il D.Lgs. 231/2001 prevede la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche per i reati commessi da propri dipendenti o amministratori nell'interesse o a vantaggio della società. Le sanzioni vanno da interdizioni temporanee all'attività fino al commissariamento. L'Avv. Romano difende sia le persone fisiche che le società nei procedimenti 231.
Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 | Patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015
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⚡ Risposta diretta
La rapina a mano armata (art. 628 co.2 c.p.) prevede pene da 7 a 20 anni di reclusione + multa €1.290-3.098. Arresto obbligatorio in flagranza. La difesa lavora su: contestazione dell'uso effettivo dell'arma (arma simulata vs reale), riqualificazione a rapina semplice (3-10 anni), assenza di precedenti, risarcimento. Il rito abbreviato dà sconto 1/3 e il patteggiamento allargato fino a 8 anni post-Cartabia. L'Avv. Romano difende h24: +39 335 669 3954.
Studio Legale Romano — Rapina a mano armata
Rapina a Mano Armata: la Fattispecie
L'art. 628 co.2 c.p. punisce con pena da 7 a 20 anni la rapina commessa con l'uso di un'arma o da chi è travisato. È una delle aggravanti più pesanti del codice penale italiano — la pena minima passa da 3 anni (rapina semplice) a 7 anni. L'aggravante si applica anche quando l'arma non è stata effettivamente utilizzata: basta la sua disponibilità immediata e dimostrata.
Tabella Completa delle Pene
Rapina: pene per fattispecie
Fattispecie
Norma
Pena reclusione
Pena pecuniaria
Rapina semplice
Art. 628 co.1 c.p.
3 - 10 anni
€516-2.065
Rapina aggravata (arma, travisamento, +persone)
Art. 628 co.2 c.p.
7 - 20 anni
€1.290-3.098
Rapina aggravata in più persone
Art. 628 co.2
7 - 20 anni
€1.290-3.098
Rapina con lesioni
Art. 628+582-583
+ aumenti
—
Rapina con morte (non voluta)
Art. 628+584
Reclusione 20-30 anni
—
Rapina impropria
Art. 628 co.2
3 - 10 anni
Stessa rapina semplice
Furto con strappo
Art. 624-bis co.2
3 - 6 anni
€500-1.500
La Definizione di 'Arma' nella Rapina
La giurisprudenza distingue tre tipologie:
Armi proprie: pistole, fucili, coltelli con lama oltre certi limiti → aggravante sempre applicabile
Armi improprie: oggetti pericolosi usati per offesa (martello, bastone, cacciavite) → aggravante quando usati per minacciare
Armi simulate: pistole-giocattolo, oggetti che imitano armi → aggravante solo se la vittima ha effettivamente percepito l'arma come reale
Le 6 Strategie Difensive per Rapina a Mano Armata
Riqualificazione a rapina semplice: contestare che l'arma fosse reale o effettivamente disponibile → pena da 7-20 a 3-10 anni
Riqualificazione a furto con strappo (art. 624-bis co.2, 3-6 anni): se mancava la vera minaccia
Contestazione dell'identificazione: difficoltà di riconoscimento (volto coperto, condizioni di buio, stress della vittima)
Concorso anomalo (art. 116 c.p.): si era partecipato senza prevedere l'uso dell'arma
Desistenza volontaria (art. 56 c.p.): per i tentativi non consumati
Patteggiamento allargato (fino a 8 anni post-Cartabia): per i casi con prove forti
I Riti Processuali Disponibili
Per la rapina a mano armata sono disponibili:
Rito abbreviato (art. 438 c.p.p.): riduzione 1/3 della pena. Per rapina aggravata da pena base 7 anni → 4 anni e 8 mesi con abbreviato
Patteggiamento allargato (post-Riforma Cartabia, fino a 8 anni di pena concordata): possibile anche per rapina aggravata
Giudizio immediato: per le prove evidenti
Dibattimento ordinario: per i casi con vizi probatori o contestazioni tecniche
La Difesa dell'Incensurato
Per un incensurato accusato di rapina a mano armata, le strategie ottimali sono: contestare l'arma (riqualificazione); offrire risarcimento integrale alla vittima (attenuante art. 62 n.6); valutare il rito abbreviato per ridurre la pena; con pena finale ≤ 2 anni → sospensione condizionale (niente carcere). Anche per pene maggiori, le misure alternative (affidamento in prova) sono accessibili agli incensurati con pena residua ≤ 4 anni.
🙋 Domande Frequenti
Le domande più frequenti su questo argomento
❓ La pistola che ho usato era un giocattolo: è comunque rapina a mano armata?
Dipende dalla percezione della vittima. La Cassazione (SS.UU. 31022/2015) ha chiarito: l'arma simulata configura l'aggravante solo se la vittima ha effettivamente percepito l'arma come reale e ha agito di conseguenza. Se invece la vittima si era resa conto che era un giocattolo, l'aggravante non si applica → riqualificazione a rapina semplice (3-10 anni invece di 7-20). La difesa lavora sulla testimonianza della vittima e sulle caratteristiche dell'oggetto. L'Avv. Romano analizza ogni caso: +39 335 669 3954.
❓ Sono stato condannato in primo grado per rapina aggravata: l'appello sospende il carcere?
Sì, automaticamente. L'appello al provvedimento di primo grado ha effetto sospensivo automatico — la pena non viene eseguita finché la sentenza non è definitiva (passata in giudicato dopo tutti i gradi). Tuttavia: se sei in custodia cautelare per esigenze cautelari (pericolo fuga, reiterazione), questa continua durante l'appello. L'avvocato può chiedere la sostituzione della custodia con misure meno afflittive (domiciliari, divieti).
❓ Il risarcimento alla vittima può portare al patteggiamento per rapina aggravata?
Sì, è uno degli elementi che permettono il patteggiamento allargato post-Cartabia. Per la rapina aggravata (pena 7-20 anni) il patteggiamento ordinario è impraticabile, ma il patteggiamento allargato (fino a 8 anni di pena concordata) è possibile. Il risarcimento integrale alla vittima + attenuanti generiche + rito abbreviato possono portare a pena finale di 5-6 anni — patteggiabile e con possibilità di affidamento in prova subito dopo. L'Avv. Romano negozia con il PM la pena.
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Per l'accusa di traffico di droga internazionale: art. 73-74 DPR 309/90 + aggravante della transnazionalità (L. 146/2006, +1/3 fino a metà). Pena base art. 73 co.1: 6-20 anni; art. 74 associazione: 10-30 anni. Strategie: contestazione transnazionalità, riqualificazione, rogatorie, perizie. L'Avv. Romano (Cassazionista) difende h24: +39 335 669 3954.
Studio Legale Romano — Traffico internazionale droga
Traffico Internazionale di Droga
Il traffico internazionale è disciplinato dal DPR 309/90 integrato dalla L. 146/2006 (ratifica Convenzione ONU Palermo 2000). Caratteristiche: cooperazione internazionale (DEA, Europol, Interpol); maxi-processi; intercettazioni internazionali; pentiti italiani e stranieri; confische patrimoniali estese. Rotte principali: cocaina sudamericana (Colombia, Perù, Venezuela → Italia via Spagna, Olanda, Albania); hashish (Marocco → Italia via Spagna); eroina (Afghanistan → Italia via rotta balcanica); droghe sintetiche (Olanda, Belgio → Italia).
L'Aggravante della Transnazionalità
L'art. 4 L. 146/2006 prevede aumento della pena da 1/3 a metà. Requisiti (art. 3 L. 146/2006):
Reato commesso in più di uno Stato
Reato con effetti sostanziali in altro Stato
Gruppo criminale organizzato che opera in più Stati
Conseguenze sostanziali in altro Stato
Le Pene Aggravate
Traffico int.le: pene
Reato base
Pena base
Pena con transnazionalità
Art. 73 co.1 (droghe pesanti)
6-20 anni
8-30 anni
Art. 73 co.4 (droghe leggere)
2-6 anni
3-9 anni
Art. 73 co.5 (fatto lieve)
6 mesi-4 anni
8 mesi-6 anni
Art. 74 co.2 (partecipante)
10-20 anni
13-30 anni
Art. 74 co.1 (promotore)
20-30 anni
27-40+ anni
Art. 80 (aggravante quantità)
Aumento metà
Aumento doppio
Gli Strumenti Investigativi Internazionali
Rogatorie internazionali: scambio di prove
Squadre Investigative Comuni (JIT)
Intercettazioni internazionali: coordinate via Eurojust
Contestazione transnazionalità: requisiti specifici dell'art. 3 L. 146/2006
Riqualificazione: da art. 74 (associazione) ad art. 73 (spaccio individuale) — può valere 15+ anni
Contestazione rogatorie: vizi formali
Contestazione intercettazioni internazionali: traduzioni, catena di custodia
Analisi critica dei pentiti: contropartite, contraddizioni
Perizia chimica di parte
Separazione delle posizioni nei maxi-processi
Per corrieri 'mules': ricondurre ad art. 73 (no associazione)
Consapevolezza del contenuto: chi trasporta senza sapere non commette reato
Rito abbreviato: -1/3
Programma terapeutico (art. 94) per tossicodipendenti
La Competenza DDA
Il traffico internazionale è di competenza DDA:
Indagini guidate dalla DNA (Direzione Nazionale Antimafia)
Intercettazioni anche senza autorizzazione GIP in casi urgenti
Termini più ampi (2 anni vs 6 mesi-1 anno)
Maxi-processi davanti al Tribunale del Capoluogo
Coordinamento con Procure estere
🙋 Domande Frequenti
Le domande più frequenti su questo argomento
❓ L'aggravante della transnazionalità si applica sempre quando c'è una rotta internazionale?
No, non automaticamente. L'art. 3 L. 146/2006 richiede requisiti specifici. La sola provenienza estera della droga NON basta: serve la prova della commissione transnazionale. Strategia: contestare i requisiti specifici. La rimozione dell'aggravante può valere 5-10 anni di pena. L'Avv. Romano lavora attivamente su questo: +39 335 669 3954.
❓ Sono un 'mulo' (corriere) accusato di traffico internazionale: posso ridurre la pena?
Sì, significativamente. Strategie: Contestazione art. 74: il corriere occasionale è autore di art. 73 (spaccio individuale) — pene 6-20 anni vs 10-30; Consapevolezza limitata: se non sapevi il contenuto, non hai commesso il reato; Cooperazione (art. 73 co.7 DPR 309/90 — riduzione fino a 2/3); Rito abbreviato (-1/3); Programma terapeutico se tossicodipendente.
❓ Si può evitare la confisca dei beni all'estero?
Difficile ma possibile. Le confische internazionali coprono i beni all'estero. Strategie: contestare la pertinenza dei beni al reato; dimostrare l'origine lecita; contestare i passaggi di transito; tutela dei terzi in buona fede; sequestro per equivalente. Per casi complessi, perizia patrimoniale internazionale di parte.
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Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista | Difesa dei diritti fondamentali
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I tuoi diritti in sintesi
Quando vieni arrestato hai 7 diritti fondamentali immediati: (1) essere informato del reato; (2) silenzio senza conseguenze; (3) avvocato subito; (4) colloquio col difensore prima di qualsiasi interrogatorio; (5) avvisare un familiare; (6) interprete gratuito; (7) assistenza medica. Nessuno può negarti questi diritti — sono garantiti dalla Costituzione, dal c.p.p. e dalla CEDU.
Conoscere i propri diritti in caso di arresto è la prima forma di difesa. La legge italiana garantisce una serie di diritti fondamentali che scattano nel momento stesso in cui le forze dell'ordine ti privano della libertà. L'Avv. Massimo Romano, penalista cassazionista a Roma, spiega ogni diritto, come esercitarlo concretamente e cosa fare quando viene violato. Per assistenza immediata: +39 335 669 3954.
1. I 7 Diritti Fondamentali Immediati in Caso di Arresto
L'art. 386 c.p.p. impone alla polizia giudiziaria di informarti immediatamente dei tuoi diritti al momento dell'arresto. Questi diritti non sono opzionali: la loro violazione può portare all'inutilizzabilità delle prove e alla nullità degli atti processuali.
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Diritto
Base legale
Come esercitarlo
1
Essere informato del reato contestato
Art. 386 c.p.p., art. 6 CEDU
Chiedi per iscritto quale norma penale ti è contestata
2
Diritto al silenzio
Art. 64 c.p.p., art. 24 Cost.
Di' solo: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere"
3
Nominare un avvocato di fiducia
Art. 96-97 c.p.p., art. 24 Cost.
Fornisci nome e numero dell'avvocato o chiedi il d'ufficio
4
Colloquio immediato col difensore
Art. 104 c.p.p.
Chiedi espressamente di parlare con l'avvocato prima di qualsiasi atto
5
Avvisare un familiare
Art. 387 c.p.p.
Chiedi che la PG avvisi un familiare o persona di fiducia
6
Interprete gratuito
Art. 143 c.p.p., Dir. UE 2010/64
Dichiara di non comprendere l'italiano e chiedi l'interprete
7
Assistenza medica
Art. 11 Ord. Pen., art. 3 CEDU
Segnala immediatamente qualsiasi condizione di salute urgente
2. Il Diritto al Silenzio: Art. 64 c.p.p. Spiegato
Il diritto al silenzio è garantito dall'art. 64 c.p.p. e ha radici costituzionali nell'art. 24 della Costituzione (diritto di difesa) e nell'art. 6 della CEDU (diritto a un processo equo). Prima di qualsiasi interrogatorio, la polizia giudiziaria o il PM devono avvertirti che:
Le dichiarazioni che rendi possono essere utilizzate nei tuoi confronti
Hai facoltà di non rispondere ad alcuna domanda
Se renderai dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerai la qualità di testimone
Se questi avvisi non vengono dati, le dichiarazioni rese sono inutilizzabili (art. 64 co. 3-bis c.p.p.). Questo è uno dei vizi processuali più sfruttati dalla difesa per eliminare dichiarazioni dannose dal fascicolo.
La formula esatta da usare
Per esercitare il diritto al silenzio in modo formalmente corretto, di' semplicemente: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Non aggiungere nulla. Non giustificarti. Non spiegare perché taci. Qualsiasi altra parola è una potenziale dichiarazione.
Il silenzio non è confessione
L'art. 64 c.p.p. prevede esplicitamente che il silenzio non possa essere interpretato come indizio di colpevolezza. Il giudice non può trarre conclusioni negative dal tuo silenzio. Questa è una garanzia assoluta — al contrario di quanto avviene in altri sistemi giuridici (es. nel sistema anglosassone alcune forme di silenzio possono avere conseguenze processuali).
3. Il Diritto all'Avvocato: Come e Quando Esercitarlo
Il diritto alla difesa è inviolabile in ogni stato e grado del processo (art. 24 co. 2 Cost.). In caso di arresto questo si traduce in diritti specifici e immediati:
Il diritto al colloquio immediato (art. 104 c.p.p.)
Hai diritto di conferire con il difensore immediatamente dopo l'arresto, anche in camera di sicurezza, prima di qualsiasi atto del procedimento. La PG non può procedere ad alcun interrogatorio o assunzione di sommarie informazioni prima che tu abbia avuto la possibilità di parlare con il tuo avvocato. Unica eccezione: nei casi di urgenza assoluta per specifici reati di criminalità organizzata, il PM può ritardare il colloquio con decreto motivato (art. 104 co. 3 c.p.p.), ma solo per le prime 48 ore.
Avvocato di fiducia vs. avvocato d'ufficio
Puoi nominare fino a due avvocati di fiducia (art. 96 c.p.p.). Se non li nomini, viene designato un avvocato d'ufficio dall'elenco del Consiglio dell'Ordine (art. 97 c.p.p.). Puoi sostituire l'avvocato d'ufficio con uno di fiducia in qualsiasi momento. L'Avv. Romano è raggiungibile h24 per interventi urgenti post-arresto: +39 335 669 3954.
4. Il Diritto all'Interprete: Garanzie per i Cittadini Stranieri
Il diritto all'interprete è garantito dall'art. 143 c.p.p. e dalla Direttiva UE 2010/64 (recepita in Italia con D.Lgs. 32/2014). Si applica a qualsiasi persona che non comprende o non parla sufficientemente l'italiano, indipendentemente dalla nazionalità.
Il diritto all'interprete copre:
L'informativa dei diritti al momento dell'arresto
Tutti gli interrogatori e le sommarie informazioni
L'udienza di convalida dell'arresto
Tutte le udienze del procedimento penale
La traduzione dei documenti essenziali (avviso di garanzia, ordinanza cautelare, sentenza)
L'interprete è gratuito: il costo è a carico dello Stato, anche per chi non ha diritto al patrocinio a spese dello Stato. Se non viene fornito un interprete competente, gli atti compiuti in sua assenza possono essere dichiarati nulli.
5. I Diritti Durante la Custodia Cautelare
Se dopo l'udienza di convalida vieni sottoposto a custodia cautelare in carcere, entrano in vigore ulteriori diritti previsti dall'Ordinamento Penitenziario (L. 354/1975):
Diritto ai colloqui: con l'avvocato (senza limiti e senza controllo), con i familiari (nei limiti previsti dal regolamento), con il ministro del culto
Diritto alla corrispondenza: le lettere ai familiari possono essere sottoposte a visto di controllo del magistrato, ma non quelle con l'avvocato
Diritto all'informazione: accesso a giornali, radio e TV (con limitazioni per i detenuti in regime 41-bis)
Diritto all'istruzione e al lavoro: possibilità di frequentare corsi scolastici e professionali interni al carcere
Diritto alla salute: assistenza sanitaria equivalente a quella esterna, anche specialistica
Diritto al mantenimento dei legami familiari: visite, telefonate nei limiti consentiti, permessi premio (per detenuti condannati)
Diritto di reclamo: al magistrato di sorveglianza per violazioni dei diritti penitenziarii (art. 35 Ord. Pen.)
6. Cosa Fare Se i Tuoi Diritti Vengono Violati
Se le forze dell'ordine o il personale penitenziario violano i tuoi diritti, esistono diversi rimedi:
Durante le indagini e il processo
Eccezione di inutilizzabilità: l'avvocato può eccepire l'inutilizzabilità delle prove acquisite in violazione dei diritti (es. interrogatorio senza avviso ex art. 64 c.p.p.)
Eccezione di nullità: per gli atti compiuti in violazione delle norme processuali a pena di nullità (es. senza interprete)
Ricorso al Tribunale del Riesame: contro le misure cautelari illegittime, entro 10 giorni
Per le violazioni in carcere
Reclamo al magistrato di sorveglianza (art. 35 Ord. Pen.): per violazioni dei diritti penitenziarii
Ricorso alla CEDU: dopo aver esaurito i rimedi interni, per violazioni dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione Europea
7. Diritti Specifici per i Cittadini Stranieri Arrestati in Italia
I cittadini stranieri hanno tutti i diritti descritti sopra, più alcune garanzie specifiche:
Assistenza consolare (Convenzione di Vienna del 1963): hai diritto di essere informato del diritto di contattare il consolato del tuo paese. Le autorità italiane devono avvertirti di questo diritto senza ritardo. Se richiedi l'assistenza consolare, le autorità italiane devono contattare il consolato.
Interprete obbligatorio per tutti gli atti: ancora più garantito rispetto ai cittadini italiani
Protezione internazionale: se temi persecuzioni nel tuo paese, hai diritto di richiedere asilo o protezione internazionale anche durante la detenzione
Trasferimento in patria: se condannato definitivamente, puoi richiedere di scontare la pena nel tuo paese (Convenzione di Strasburgo del 1983, ratificata da oltre 60 paesi)
Domande Frequenti sui Diritti dell'Arrestato
Possono interrogarmi senza avvocato presente?
No. L'art. 104 c.p.p. garantisce il diritto al colloquio con il difensore prima di qualsiasi atto del procedimento. Se la PG tenta di interrogarti senza che tu abbia prima parlato con il tuo avvocato, di' chiaramente: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere e chiedo di parlare con il mio avvocato." Qualsiasi dichiarazione resa senza questo avviso è inutilizzabile. Contatta subito l'Avv. Romano: +39 335 669 3954.
Posso essere arrestato senza che mi venga detto il motivo?
No. L'art. 386 c.p.p. e l'art. 5 CEDU impongono alle forze dell'ordine di informarti immediatamente del motivo dell'arresto, in modo comprensibile. Se non ti viene comunicato il motivo dell'arresto, questa è una violazione che l'avvocato può eccepire per contestare la legittimità dell'arresto stesso in sede di convalida. Annotalo mentalmente e comunicalo subito al tuo difensore.
Ho diritto all'assistenza gratuita di un avvocato se non ho soldi?
Sì. Il patrocinio a spese dello Stato (D.P.R. 115/2002) garantisce assistenza legale gratuita a chi ha un reddito familiare ISEE inferiore a 11.746,68 euro (aggiornato periodicamente). L'avvocato d'ufficio è nominato immediatamente, anche prima di verificare il reddito. La domanda di patrocinio a spese dello Stato si presenta successivamente. Anche senza patrocinio, hai comunque diritto all'avvocato d'ufficio per l'udienza di convalida.
Possono perquisirmi senza un mandato?
La perquisizione personale (art. 352 c.p.p.) può avvenire senza decreto del PM in caso di flagranza di reato o fondato motivo di rinvenire il corpo del reato. La perquisizione domiciliare invece richiede normalmente un decreto motivato del PM o del GIP. Di notte (tra le 21:00 e le 7:00) la perquisizione domiciliare richiede un'autorizzazione specifica. Se sei stato perquisito illegittimamente, comunicalo all'avvocato: le prove trovate possono essere inutilizzabili.
Cosa succede se resisto all'arresto?
Resistere fisicamente all'arresto configura il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, che si aggiunge ai reati originari. Non resistere mai fisicamente. Se ritieni che l'arresto sia illegittimo, la sede per contestarlo è l'udienza di convalida davanti al GIP, non il momento dell'arresto. Comunica qualsiasi irregolarità al tuo avvocato e lascia che sia lui a contestarla nelle sedi appropriate.
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