Avvocato Italiano a Lione: Difesa Penale per Italiani
Francia è uno Stato membro dell'Unione europea. La consegna di una persona ricercata fra Italia e Francia non passa per l'estradizione ma per il mandato d'arresto europeo , disciplinato dalla decisione quadro 2002/584/GAI e attuato in Italia dalla legge 22 aprile 2005, n.
Quale strumento di cooperazione si applica
Francia è uno Stato membro dell'Unione europea. La consegna di una persona ricercata fra Italia e Francia non passa per l'estradizione ma per il mandato d'arresto europeo, disciplinato dalla decisione quadro 2002/584/GAI e attuato in Italia dalla legge 22 aprile 2005, n. 69. La decisione sulla consegna è giurisdizionale e compete alla corte d'appello, senza passaggio politico.
Si applicano inoltre le garanzie procedurali armonizzate: diritto all'interpretazione e alla traduzione (direttiva 2010/64/UE), diritto all'informazione sull'accusa (direttiva 2012/13/UE), diritto di accesso a un difensore e di comunicare con un terzo (direttiva 2013/48/UE). Una pena definitiva può essere trasferita in Italia per l'esecuzione ai sensi della decisione quadro 2008/909/GAI.
Assistenza consolare: che cosa spetta e che cosa no
Per Francia la rete consolare italiana è articolata su: Parigi, Lione, Marsiglia, Nizza, Metz e Mulhouse.
La notifica al consolato non e' automatica: l'art. 36 della Convenzione di Vienna del 1963 la riconosce come diritto, ma va chiesta espressamente. Che cosa il consolato faccia e che cosa non faccia — non nomina il difensore, non paga le spese, non entra nel merito — e' spiegato in che cosa puo' e che cosa non puo' fare il consolato italiano.
Che cosa può fare un difensore italiano
Il perimetro del difensore italiano, artt. 704 e 705 c.p.p., in come si sceglie il legale.
I dati in sintesi
| Voce | Contenuto |
|---|---|
| Paese | Francia |
| Appartenenza all'Unione europea | Sì |
| Area Schengen | Sì |
| Strumento di consegna | Mandato d’arresto europeo (dec. quadro 2002/584/GAI; l. 69/2005) |
| Autorità italiana competente | Corte d’appello |
| Assistenza consolare | Art. 36 Convenzione di Vienna del 1963 |
| Rete consolare italiana | Parigi, Lione, Marsiglia, Nizza, Metz e Mulhouse |
La garde à vue: quanto dura e chi decide
La misura di polizia che precede ogni decisione giudiziaria si chiama garde à vue e dura di regola 24 ore. Il procuratore della Repubblica può autorizzarne la proroga per altre 24 ore, fino a un totale di 48, con decisione scritta e motivata e a condizione che il reato contestato sia punito con almeno un anno di reclusione.
Oltre le 48 ore il regime cambia: si esce dall'ordinario e si entra nelle ipotesi degli artt. 706-73 e seguenti del code de procédure pénale — criminalità organizzata, traffico di stupefacenti in banda organizzata, tratta, riciclaggio aggravato — dove le ulteriori proroghe sono autorizzate dal juge des libertés et de la détention e possono portare la durata complessiva a 96 ore. In materia di terrorismo il limite è di 144 ore.
Il termine decorre dal momento del fermo materiale, non dall'arrivo in commissariato: è una delle verifiche che il difensore fa per prima, perché un computo scorretto vizia gli atti successivi. L'assistenza dell'avvocato è dovuta fin dalla prima ora, con avvocato di fiducia o d'ufficio.
| Voce | Contenuto | Riferimento |
|---|---|---|
| Regime ordinario | 24 ore | art. 63 code de procédure pénale |
| Proroga autorizzata dal procuratore | fino a 48 ore | art. 63 II c.p.p. francese |
| Criminalità organizzata (JLD) | fino a 96 ore | art. 706-88 c.p.p. francese |
| Terrorismo | fino a 144 ore | art. 706-88-1 c.p.p. francese |
Scaduta la garde à vue, la persona è rimessa in libertà o deferita al procuratore. Le strade possibili sono l'archiviazione, la citazione davanti al tribunale correzionale, la comparizione immediata, la procedura di riconoscimento preventivo di colpevolezza (CRPC) o l'apertura di un'istruzione con eventuale detenzione provvisoria.
Lione: a chi ci si rivolge
Per un fermo che avviene a Lione la sede consolare italiana di riferimento è Lione. È a quell'ufficio che va indirizzata la richiesta di notifica prevista dall'art. 36 della Convenzione di Vienna del 1963, e da lì passano le comunicazioni verso i familiari in Italia.
La domanda che riceviamo più spesso da chi si trova in questa situazione riguarda i tempi: quanto passa prima che qualcuno dall'Italia possa fare qualcosa. La risposta dipende meno dalla distanza che dal momento in cui la notizia arriva. Se la notifica consolare non viene chiesta, la famiglia può apprendere del fermo con giorni di ritardo, quando le decisioni sulla libertà personale sono già state prese.
Il secondo elemento pratico riguarda il coordinamento fra i due fronti. Il legale a Lione gestisce il procedimento locale; il difensore italiano segue ciò che quel procedimento produce in Italia — segnalazioni, richieste di consegna, effetti sul casellario — e prepara l'eventuale difesa davanti alla corte d'appello competente.
Le prime ore: che cosa incide davvero
Le tre decisioni delle prime ore, e la conseguenza processuale di ciascuna, in arresto di un italiano all'estero.
Le garanzie che valgono perché siamo nell'Unione
Tre direttive fissano uno standard minimo comune in tutti gli Stati membri, e sono invocabili direttamente davanti al giudice nazionale:
| Strumento | Contenuto |
|---|---|
| Direttiva 2010/64/UE | Diritto all’interpretazione e alla traduzione degli atti fondamentali |
| Direttiva 2012/13/UE | Diritto all’informazione sui diritti e sull’accusa, con comunicazione scritta |
| Direttiva 2013/48/UE | Diritto di accesso a un difensore e di informare un terzo della privazione della libertà |
| Dec. quadro 2008/909/GAI | Trasferimento dell’esecuzione della pena verso lo Stato di cittadinanza o residenza |
Il trasferimento dell'esecuzione è il punto che interessa più spesso chi è stato condannato in Francia: consente di scontare in Italia la pena definitiva, con il regime penitenziario italiano e con l'accesso alle misure alternative previste dall'ordinamento penitenziario. In Italia la decisione quadro è stata recepita con il d.lgs. 7 settembre 2010, n. 161.
Gli errori che complicano la posizione
Gli errori dei primi giorni, uno per uno, in arresto di un italiano all'estero.
Domande ricorrenti
Il consolato italiano viene avvisato automaticamente?
No. L'art. 36 della Convenzione di Vienna del 1963 riconosce il diritto di chiedere che il consolato sia informato, ma la notifica va richiesta espressamente all'autorità che procede.
Posso essere consegnato dall'Italia a Francia?
Sì, attraverso il mandato d'arresto europeo. La decisione compete alla corte d'appello ai sensi della legge 69/2005 e non richiede l'intervento del Ministro della giustizia.
Posso scontare in Italia una pena inflitta in Francia?
Il trasferimento dell'esecuzione fra Stati membri è disciplinato dalla decisione quadro 2008/909/GAI, recepita in Italia con il d.lgs. 7 settembre 2010, n. 161.
Un avvocato italiano può difendermi davanti al giudice straniero?
No: davanti all'autorità giudiziaria di Francia il patrocinio spetta a un legale abilitato in quel Paese. Il difensore italiano coordina, cura i riflessi in Italia e interviene nell'eventuale procedimento di consegna.
▶ Risposta immediata: Se sei un italiano arrestato o indagato a Lione, Grenoble, Saint-Étienne o nell'Auvergne-Rhône-Alpes, hai diritto a un avvocato dall'inizio della garde à vue, a un interprete gratuito e alla notifica del Consolato italiano di Lione. Contatta immediatamente l''Avv. Massimo Romano al +39 335 669 3954: coordina h24 la difesa con avvocati partner del Barreau de Lyon.

