Roma — Via Avicenna 97, 00146 · Milano · Napoliavvmassimoromano@gmail.com
Consulenza h24+39 335 669 3954

Vittime di Reato: Risarcimento Danni | Avv. Romano Roma

Aggiornato il 17 min di lettura3449 parole
Avv. Massimo Romano — Penalista Cassazionista
Iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553 | Patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015
 |  Via Avicenna, 97, 00146 Roma RM  |  Tel: +39 335 669 3954

▶ Risposta diretta — leggi subito

In materia di Vittime di Reato: Risarcimento Danni, è fondamentale conoscere i propri diritti e affidarsi a un penalista specializzato fin dalla prima fase del procedimento. In materia di Vittime di Reato: Risarcimento Danni | Avv. Romano Roma, è fondamentale conoscere i propri diritti e affidarsi a un penalista specializzato fin dalla prima fase del procedimento. La costituzione di parte civile (art. 74 c.p.p.) consente alla vittima di chiedere il risarcimento del danno direttamente nel processo penale che riguarda il proprio offensore. La sentenza penale di condanna contiene anche la condanna al risarcimento. La vittima non deve fare un processo civile separato (anche se può farlo). Per assistenza: +39 335 669 3954 (h24).

Le vittime di reato hanno diritto al risarcimento del danno sia attraverso la costituzione di parte civile nel processo penale (art. 74 ss. c.p.p.) che attraverso un'azione civile separata. La scelta del percorso ottimale — civile o penale — dipende da molti fattori. L'Avv. Romano assiste sia gli imputati che le vittime nei procedimenti penali, garantendo in entrambi i casi la massima tutela degli interessi rappresentati.

⚡ Hai 5 minuti? Leggi questo

Questa guida risponde alle domande più urgenti su Vittime di Reato. Per assistenza immediata: +39 335 669 3954 (h24).

Risposta diretta

Il tribunale di Roma appartiene al distretto di corte d'appello di Roma. Il riesame delle misure cautelari si celebra a Roma (art. 309 co. 7 c.p.p.), entro dieci giorni dall'esecuzione, e le indagini di criminalità organizzata competono alla procura distrettuale di Roma.

Quale ufficio giudiziario tratta il procedimento

Il tribunale di Roma appartiene al distretto di corte d'appello di Roma. La competenza per materia si ripartisce secondo l'art. 33-bis c.p.p. fra tribunale monocratico e collegiale, con la corte d'assise per i delitti indicati dall'art. 5 c.p.p..

Due conseguenze pratiche discendono dall'appartenenza al distretto di Roma. La prima: le indagini per i delitti dell'art. 51 co. 3-bis e 3-quater c.p.p. — criminalità organizzata e terrorismo — sono attribuite alla procura distrettuale presso il tribunale di Roma, non alla procura di Roma. La seconda: il riesame delle misure cautelari personali si celebra davanti al tribunale di Roma, ai sensi dell'art. 309 co. 7 c.p.p.

Misure cautelari e termini del riesame

La richiesta di riesame va depositata entro dieci giorni dall'esecuzione o dalla notificazione dell'ordinanza. Gli atti devono essere trasmessi al tribunale entro cinque giorni dalla richiesta e la decisione va assunta entro dieci giorni dalla ricezione: l'inosservanza di questi termini comporta la perdita di efficacia della misura (art. 309 commi 5, 9 e 10 c.p.p.).

Per un procedimento radicato a Roma questo significa che, dal momento dell'esecuzione della misura, il fascicolo si sposta a Roma e la difesa deve organizzare il deposito e la discussione su due sedi.

Riferimenti in sintesi

Assetto giudiziario di riferimento
VoceContenuto
TribunaleRoma
Distretto di corte d’appelloRoma
Procura distrettuale (art. 51 co. 3-bis e 3-quater c.p.p.)Roma
Tribunale del riesame (art. 309 co. 7 c.p.p.)Roma
Tribunale per i minorenniRoma
Tribunale di sorveglianzaRoma

Come si sviluppa un procedimento radicato qui

La competenza territoriale segue gli artt. 8 e 9 c.p.p.: di regola il luogo di consumazione del reato. Radicato il procedimento presso la procura di Roma, l'indagine si svolge nei termini dell'art. 405 c.p.p., prorogabili ai sensi dell'art. 406, e si chiude con la richiesta di archiviazione o con l'esercizio dell'azione penale.

Passaggi e uffici competenti
FaseUfficioNorma
Indagini preliminariProcura della Repubblica di Romaartt. 326 e 405 c.p.p.
Misure cautelariGIP presso il tribunale di Romaartt. 279 e 292 c.p.p.
Riesame della misuraTribunale di Romaart. 309 co. 7 c.p.p.
Udienza preliminareGUP presso il tribunale di Romaart. 416 c.p.p.
DibattimentoTribunale di Roma o corte d’assiseartt. 33-bis e 33-ter c.p.p.
AppelloCorte d’appello di Romaart. 593 c.p.p.
Esecuzione e misure alternativeTribunale di sorveglianza di Romal. 354/1975

Quando la nomina di un difensore di fiducia cambia qualcosa

Ci sono tre momenti in cui l'intervento tempestivo produce un effetto misurabile sul procedimento, e non sono quelli che di solito si immaginano.

  1. Nelle 48 ore successive all'arresto, prima dell'udienza di convalida davanti al GIP di Roma: è lì che si discute la scelta della misura, non solo la legittimità dell'arresto.
  2. Nei venti giorni dall'avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.): è l'ultima occasione per depositare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogati prima che il pubblico ministero decida.
  3. Nei dieci giorni dall'esecuzione di una misura cautelare, per il riesame davanti al tribunale di Roma: il termine è perentorio e non è prorogabile.

Dove si celebra il riesame di una misura cautelare disposta a Roma?

Davanti al tribunale di Roma, che è il capoluogo del distretto (art. 309 co. 7 c.p.p.). La richiesta va depositata entro dieci giorni dall'esecuzione della misura.

Quadro normativo e analisi aggiornata

L'Avv. Massimo Romano — Ordine Avvocati Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015 — segue costantemente l'evoluzione della giurisprudenza in questo settore e garantisce una difesa sempre aggiornata alle più recenti pronunce della Corte di Cassazione.

Come lavora lo Studio Romano in questo tipo di procedimento

  1. Azione 1Contatto e analisi immediata: risposta h24, analisi della situazione in pochi minuti, identificazione dei termini urgenti da rispettare.
  2. Azione 2Studio del fascicolo: analisi approfondita di tutti gli atti disponibili, identificazione delle vulnerabilità dell'accusa.
  3. Azione 3Indagini difensive: raccolta di prove a favore, audizione di testimoni, nomina di consulenti tecnici.
  4. Azione 4Memorie al PM o al Giudice: presentazione di argomenti giuridici e prove a discarico nei termini corretti.
  5. Azione 5Scelta del rito e strategia processuale: valutazione di ogni opzione per il caso specifico.
  6. Azione 6Impugnazioni: appello e ricorso in Cassazione diretto (Albo Speciale CNF).

Fonti normative e giurisprudenziali

I riferimenti citati in questa guida rimandano ai testi ufficiali. Le norme possono cambiare: verifichi sempre la versione vigente alla data del suo caso.

WhatsAppChiama ora
Scrivimi su WhatsApp